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Bosnia Erzegovina: i 30 martiri di Široki Brijeg nel ricordo di Fr. Jozo Zovko Durante la dominazione turca della Bosnia-Erzegovina, dodici francescani originari dell’Erzegovina e provenienti da Kresevo in Bosnia, decisero di costruire un monastero nella loro terra d’origine, come segno della fede, e scelsero la località di Široki Brijeg.

Sorpresi nel sonno, avvelenati, torturati ed infine tagliati a pezzi: fu questo il tragico destino di ben dodici giovani Carabinieri, catturati dai partigiani alle Cave dei Predil, nell’alto Friuli. I Carabinieri costituivano un presidio a difesa della centrale idroelettrica di Bretto.

«È vero, sono nato ai piedi della fortezza di Goffredo di Buglione, fin dall’infanzia ho avuto in me questo spirito da Crociata», così Lèon Degrelle nato a Bouillon, nelle Ardenne belghe, nel 1906, raccontava la sua storia in un’intervista del 1988. Suo padre Édouard era birraio in Francia ed espatriò in Belgio nel 1901, a seguito dell'espulsione dei gesuiti francesi e all’esplodere del movimento anticlericale; sua madre, Marie-Louise Boever, era la figlia del capo della destra della provincia belga del Lussemburgo.

La figura di Leon Degrelle è assolutamente affascinante. Guascone, caustico, coraggioso, avventuriero. Sono tutti aggettivi che ben si addicono alla figura di Leon Degrelle. Dall'avventura in Messico con i Cristeros alle lande ghiacciate del fronte del'est, dai saggi politici alla passione per Ten Ten.

Gli scritti di Mariantoni, andato avanti il 23 Ottobre 2012, sono sempre fonte di riflessione, sia per l'enorme lavoro culturale che rappresentano sia per la disincantata lucidità con cui Alberto tratta gli argomenti facendo salti logici e di pensiero decisamente fantastici.

Dresda, 13 febbraio 1945, le bombe dei liberatori trasformano la città in un enorme forno crematorio. Un obbiettivo civile, deliberatamente attaccato e distrutto. Lo scopo era quello di terrorizzare la popolazione civile. Come gli Unni di Attila un monito a tutte le città della Germania e dell'Italia.

Non buttare il cervello al macero e non appiattirmi sulle posizioni demenziali che mi circondano. Scusate ma posso avere un senso di giustizia e ammirare sempre la franchezza e la lealtà? Posso non dividere tutto e tutti secondo diktat binari?

Dalla parte della vittima, non del carnefice. Con questo parole l'Ambasciatrice Abeer Odeh ha riassunto il senso della dichiarazione rilasciata in riferimento ai recenti avvenimenti in Palestina. Dichiarazione che sottoscriviamo integralmente. Fra mille proclami politicamente corretti sulla libertà, assistiamo al silenzio sullo sterminio del popolo palestinese. 

Sono passati 23 anni dagli Accordi del Venerdì Santo di Belfast, i cosiddetti accordi di pace, e questa mattina la notizia della quarta serata di scontri a Londonderry, Derry per i repubblicani cattolici, appare sulle cronache dei quotidiani.

La cronaca non ha colore, è semplicemente il racconto di ciò che accade lasciando al lettore di farsi una propria idea. L'Irlanda, terra tormentata, dilaniata tra lealisti e repubblicani. Gli incidenti di queste notti potrebbero non essere "semplici incidenti" ma il segnale di un esplosione di violenza che le istituzioni sembrano incapaci di comprendere e sopratutto di gestire in modo adeguato.

NM

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