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Raccolta di piccoli spunti culturali quasi dimenticati

Spegnete il televisore
Leggete Pound
Leggete Orwell
Leggete Dante
E forse
Sottolineo forse
Avrete compreso il periodo storico che stiamo vivendo
Fine Dispaccio

“Io profetizzo l’epoca in cui il nuovo potere utilizzerà le vostre parole libertarie per creare un nuovo potere omologato, per creare una nuova inquisizione, per creare un nuovo conformismo. E i suoi chierici saranno chierici di sinistra”.
[Pier Paolo Pasolini]

Marmàglia (meno com. maramàglia) s. f. [dal fr. marmaille, formato su una radice marm- che indica mormorio (cfr. marmonner, marmotter «mormorare, borbottare», marmot «marmocchio»)]. – Quantità di gente rumorosa e turbolenta, oppure tale da suscitare fastidio, disprezzo e sim.: c’è troppa m.; una m. chiassosa e turbolenta; essere infamato, vituperato ... anche dalla feccia più schifosa, e dalla marmaglia piu codarda che si possa immaginare (Leopardi); piovuto in mezzo Di quella maramaglia (Giusti); per estens., grande quantità, ammasso disordinato: era una marmaglia d’ortiche, di felci, di logli, di gramigne, di farinelli, d’avene salvatiche, d’amaranti verdi (Manzoni) Vocabolario Treccani

Pretoriano agg. e s. m. [dal lat. praetorianus]. – 1. agg. e s. m. Nell’antica Roma, del pretore, relativo al pretore: esercito p.; soldati p. (o, come sost., i pretoriani), i soldati che costituivano la guardia del corpo del comandante dell’esercito romano (chiamato, in origine, pretore) e, in seguito, degli imperatori romani. 2. Come s. m., al plur., in senso fig. e per lo più spreg., i componenti di formazioni militari addette come guardia del corpo di un personaggio potente, spec. nell’ambito di monarchie o dittature: lo sceicco era circondato dai suoi pretoriani.

Vocabolario Treccani

Geṡüita s. m. [der. del nome di Gesù] (pl. -i). – 1. Religioso appartenente alla Compagnia di Gesù, fondata da sant’Ignazio di Loyola e approvata dal papa Paolo III (1540), con il compito di difendere e propagare il cattolicesimo principalmente attraverso la predicazione e l’insegnamento. 2. fig., spreg. Persona finta, ipocrita: essere un g., fare il g.; maniere da g., faccia da gesuita (anche al femm.: è una gesuita). Questo sign. è stato assunto dalla parola attraverso la polemica antigesuitica seguita alla Controriforma e condotta da rigoristi, spec. dai giansenisti, che rimproveravano ai gesuiti orientamenti quali il probabilismo e il lassismo, e l’adozione della casistica per scopi mondani e per accrescere il proprio prestigio e potere nella società contemporanea. Dim. geṡuitèllo, pegg. geṡuitàccio (tutti e due nel sign. fig., e quindi usabili anche al femm.). Vocabolario Treccani

La locuzione latina Quousque tandem abutere, Catilina, patientia nostra?, tradotta letteralmente, significa «Fino a quando dunque, Catilina, abuserai della nostra pazienza?» L'invettiva prosegue con le parole: «Quamdiu etiam furor iste tuus nos eludet? Quem ad finem sese effrenata iactabit audacia?»: «Quanto a lungo ancora codesta tua follia si prenderà gioco di noi? Fino a che punto si spingerà [la tua] sfrenata audacia?» Wikipedia

13 Marzo 1945, Dresda, 250.000 civili bruciati vivi. Il fosforo bianco è utilizzato nelle bombe incendiarie al fosforo, le quali, secondo le convenzioni internazionali, possono essere utilizzate solamente a scopo di illuminazione, per spaventare o per nascondere le proprie truppe. Altro utilizzo del fosforo bianco è la cortina fumogena, sfruttata per coprire la ritirata o impedire al nemico di avanzare, sebbene si tratti effettivamente di polveri sottili. Fonte Wikipedia

Foglia di Fico, l'espressione viene usata anche a mo' di metafora per indicare l'intenzione di celare, alla bell'e meglio, un'azione disonesta, fingendo di fare una cosa, ma facendone in realtà un'altra molto diversa da quella che si vuol far credere di stare facendo.

fonte: Kulturaeuropa

Giochi d'altri tempi, fra bambini, quando in trepida attesa si sperava di essere scelto, un bacio con le guance in fiamme.

"La bella lavanderina che lava i fazzoletti
per i poveretti della città.
Fai un salto, fanne un altro,
fai la riverenza, fai la penitenza
guarda in su guarda in giù
dai un bacio a chi vuoi tu."

“Tra il grigio delle pecore si celano i lupi, vale a dire quegli esseri che non hanno dimenticato che cos’è la libertà. E non soltanto quei lupi sono forti in se stessi, c’è anche il rischio che, un brutto giorno, essi trasmettano le loro qualità alla massa e che il gregge si trasformi in branco. È questo l’incubo dei potenti”. Ernst Jünger

Alzo zero, espressione militare significante sparare con i cannoni con la canna parallela al terreno, per massimizzare l'impatto contro il nemico. Il comando "alzo zero" significava anche un momento particolare, quando la fanteria nemica era a ridosso delle postazioni e a tutti i costi andava fermata anche al prezzo di colpire i propri soldati, l'alternativa era lo sfondamento del fronte. Oggi l'espressione viene utilizzata per definire delle comunicazioni dirette ed immediate senza freni comunicativi tese a fare breccia nelle anime.

Motto latino che tradotto letteralmente significa "sebbene morto egli arde". Il significato di questo motto latino è  che seppure una persona sia morta le sue gesta, il suo pensiero, continuano ad essere presenti nella società.  il verbo urit inserito nella parte finale ha un duplice significato. Il primo che brucia, nel senso che continua a essere "pericoloso" il secondo che è un faro nella notte, illumina le tenebre. Anche qui la concretezza del pensiero Romano ha creato con tre semplici parole un assunto filosofico su cui sarebbe possibile stendere fiumi d'inchiostro.

Mia nonna, una contadina valtellinese, andava in alpeggio con i vachi (mucche) a maggio, tornava in paese a settembre. La saggezza contadina e le semplici norme igieniche.

Se ta vet in gir, stà mia attacaa alla gent. Lavas i man semper quant t'arrivat a ca, e prima de mangia quescos. Se t'aghè la fevara stà in lecc e va mia a lavurà, ricordes che se t'aghè la fevera ta devat bef tanta acqua.

Se vai in giro non stare attaccato alla gente. Quando arrivi a casa lavati sempre le mani e lavale prima di mangiare. Se hai la febbre non andare a lavorare, stai a letto e ricordati che se hai la febbre devi bere tanta acqua.

L’Asino aveva un vivaresco1 nella schiena, e pascendo in un prato, un Corvo gli salì di sopra, e glielo beccava: l’Asino ragghiava e saltava. Il Lupo vedendo, che il Padrone se ne rideva, disse: Ah noi altri sfortunati, come siamo solamente veduti, ci è gridato, e siamo perseguitati, e di questo il Padrone se ne ride.
Morale della favola: i malfattori si riconoscono solo alla vista, altri forse più malvagi non si riconoscono perchè non sembrano malvagi

1) Piaga sul dorso di una animale, forma arcaica latino-provenzale

Il ritmo circadiano, in cronobiologia e in cronopsicologia, è un ritmo caratterizzato da un periodo di circa 24 ore. Il termine "circadiano", coniato da Franz Halberg, viene dal latino circa diem e significa appunto "intorno al giorno". In semplicità significa che gli esseri viventi sono influenzati dal ritmo del sole che gestisce il sonno e la veglia. Negli esseri diurni il sorgere del sole infonde forza e riattiva le funzioni, al contrario gli esseri notturni traggono la loro forza dal calar del sole

La catapulta è un macchina da assedio. Inventata dagli antichi Greci, largamente utilizzata dai Roimani e rimase in uso sino al tardo medioevo.  La catapulta sfrutta un braccio per scagliare con tiro curvo grosse pietre di cento, duecento e più chili a una distanza di 200-600 metri.

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